Codice ATECO: come sceglierlo e come cambiarlo
FISCO 7 Novembre 2026Il codice ATECO identifica l’attività economica esercitata da un’impresa o da un professionista. Non è un semplice dato descrittivo: può incidere sugli adempimenti amministrativi, sugli inquadramenti previdenziali e, per chi applica il regime forfettario, sul coefficiente di redditività.
ATECO 2025: la classificazione in vigore
Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la classificazione ATECO 2025, adottata operativamente dalle amministrazioni dal 1° aprile 2025. La struttura arriva fino al dettaglio di sei caratteri. Nel 2026 l’ISTAT ha aggiornato le tavole di raccordo senza modificare struttura e descrizioni dei codici.
Come individuare il codice corretto
Il punto di partenza è la descrizione concreta delle operazioni svolte e dei servizi o prodotti offerti. Occorre distinguere l’attività principale da quelle secondarie, verificare le note esplicative e non scegliere un codice soltanto perché contiene una parola simile al nome commerciale. Il navigatore ISTAT consente di cercare per parole e consultare inclusioni ed esclusioni.
Perché il codice è importante
Nel regime forfettario il codice ATECO contribuisce a individuare il coefficiente di redditività. Un codice non corretto può quindi determinare una ricostruzione errata del reddito imponibile. Il codice, però, non determina automaticamente l’inquadramento previdenziale: la posizione INPS o presso una cassa dipende dall’attività effettiva e dalle norme di settore.
Come cambiare il codice ATECO
Quando cambia l’attività esercitata, o quando il codice comunicato non la descrive correttamente, occorre presentare una dichiarazione di variazione. Per le persone fisiche titolari di partita IVA si utilizza in via generale il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Per le imprese iscritte al Registro delle imprese la variazione può essere trasmessa tramite Comunicazione Unica, con gli adempimenti camerali e fiscali collegati.
È importante distinguere una variazione reale dell’attività da un semplice aggiornamento statistico della classificazione. L’adozione di ATECO 2025 ha previsto un processo di ricodifica: non ogni passaggio a un codice nuovo richiede automaticamente una comunicazione individuale.
Controlli prima della comunicazione
- verificare che la descrizione corrisponda all’attività realmente svolta;
- controllare requisiti professionali e autorizzazioni;
- valutare l’effetto sul coefficiente forfettario e sugli obblighi previdenziali;
- verificare se occorre aggiornare anche Registro imprese, INPS o altri enti.
Fonti: ATECO 2025 e aggiornamenti – ISTAT; FAQ ufficiali sulla classificazione ATECO. Per l’avvio dell’attività: guida all’apertura della partita IVA.