FISCOQUOTIDIANO https://www.fiscoquotidiano.it notizie fiscali per imprese e professionisti Thu, 20 Feb 2020 15:05:03 +0000 it-IT hourly 1 91518407 REGIME FORFETTARIO 2020 https://www.fiscoquotidiano.it/regime-forfettario-2020/ Wed, 12 Feb 2020 16:57:20 +0000 https://www.fiscoquotidiano.it/?p=1280 REGIME FORFETTARIO 2020  La legge di bilancio 2015, ha introdotto il regime forfettario per le attività economiche di ridotte dimensioni. Regime forfettario 2020 Esso rappresenta…

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REGIME FORFETTARIO 2020 

La legge di bilancio 2015, ha introdotto il regime forfettario per le attività economiche di ridotte dimensioni. Regime forfettario 2020

Esso rappresenta il regime naturale per le imprese e i lavoratori autonomi che rispettino determinati requisiti.

REGIME FORFETTARIO: REQUISITI

Il principale requisito è quello di non aver superato nell’anno di imposta precedente il limite di ricavi di euro 65.000.

L’accesso al regime forfettario è inoltre vietato a chi partecipa contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari ovvero a chi detiene una partecipazione in società a responsabilità limitata se, contemporaneamente: tale partecipazione è di controllo (secondo l’articolo 2359 cc.) e l’attività della controllata è riconducibile a quella svolta dal contribuente forfettario.

Tale riconducibilità si verifica avendo riguardo della sezione Ateco in cui le attività stesse sono ricomprese.

Altra causa ostativa di accesso al regime forfettario è quella di aver percepito redditi di lavoro dipendente, pensione o assimilato superiori a 30.000 euro.

Non accedono al regime, inoltre, i soggetti che hanno sostenuto spese per un importo complessivo superiore a 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori, anche a progetto, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro e quelle corrisposte per le prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari.

SEMPLIFICAZIONI E ADEMPIMENTI

Semplificazioni

I contribuenti che applicano il regime forfetario

  • non addebitano l’Iva in fattura ai propri clienti né possono  detrarre l’imposta assolta sugli acquisti

  • sono esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta e di presentazione della dichiarazione annuale IVA

  • non sono tenuti a registrare le fatture emesse, i corrispettivi e gli acquisti

  • non devono applicare le disposizioni relative all’obbligo di fatturazione elettronica. Tuttavia, a favore dei contribuenti che, pur essendo in regime forfetario, hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche, è previsto un regime premiale: il termine di decadenza per la notifica degli avvisi di accertamento è ridotto di un anno, ossia a quattro anni anziché gli ordinari cinque.

Restano invece soggetti agli obblighi di
  • numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali

  • certificazione dei corrispettivi

  • integrazione delle fatture, per le operazioni di cui risultano debitori di imposta, con indicazione dell’aliquota e della relativa Iva, che deve essere versata entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, senza diritto a detrazione

  • fatturazione elettronica nei confronti della Pubblica amministrazione.

Semplificazioni ai fini delle imposte sui redditi

I contribuenti in regime forfetario

  1. sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, fermo restando l’obbligo di tenere e conservare i registri previsti da disposizioni diverse da quelle tributarie
  2. sono esclusi dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale
  3. non devono operare le ritenute alla fonte, ad eccezione di quelle sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi ad essi assimilati. 
  4. non sono soggetti a ritenuta d’acconto in relazione ai ricavi o compensi percepiti. A tal fine, devono rilasciare un’apposita dichiarazione al sostituto per attestare che si tratta di reddito soggetto a imposta sostitutiva.

CALCOLO DELL’IMPOSTA SOSTITUTIVA

Le spese sostenute nello svolgimento dell’attività di impresa, arte o professione rilevano, dunque, in base alla percentuale di redditività attribuita, in via presuntiva, all’attività effettivamente esercitata.

Dal reddito sono deducibili i contributi previdenziali dovuti per legge.

Il contribuente forfetario applica dunque un’unica imposta, nella misura del 15 per cento, sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e
comunali e dell’IRAP.

Per le start up la misura dell’imposta sostitutiva è ridotta al 5 per cento per i primi cinque periodi d’imposta, purché siano rispettate le condizioni di cui al comma 65.

L’imposta sostitutiva è ridotta al 5% anche per le imprese che rispettino oltre ai precedenti requisiti, gli ulteriori seguenti:

  • L’attività deve essere di nuova costituzione: il regime agevolato al 5% resta valido infatti per i primi cinque anni;
  • Nei tre anni precedenti il contribuente non deve aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • La start up non deve rappresentare la prosecuzione di una precedente attività autonoma o dipendente, a meno che non si tratti di periodi di praticantato o simili;

Per ulteriori approfondimenti è comunque possibile consultare la normativa presente sul sito dell’agenzia delle entrate.

 DICITURA IN FATTURA E FAC SIMILE 

Operazione effettuata ai sensi dell’aryticolo 1, commi da 54 ad 89, della Legge n.190/2014 cos’ come modificato dalla legge numero 208/2015

-Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, della legge numero 190/2014

-Imposta da bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro.

NELLA SEZIONE MODULISTICA UN FAC SIMILE DI FATTURA REGIME FORFETTARIO 

 

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VIDIMAZIONE LIBRI SOCIALI 2020: SCADENZA IL 16 MARZO https://www.fiscoquotidiano.it/vidimazione-libri-sociali-2020/ Thu, 30 Jan 2020 15:41:00 +0000 http://www.fiscoquotidiano.it/?p=443  VIDIMAZIONE LIBRI SOCIALI: ANNO 2020 La vidimazione dei libri sociali è una tassa annuale forfettaria di concessione governativa per la numerazione e bollatura libri e registri…

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 VIDIMAZIONE LIBRI SOCIALI: ANNO 2020

La vidimazione dei libri sociali è una tassa annuale forfettaria di concessione governativa per la numerazione e bollatura libri e registri sociali obbligatori. 

vidimazione libri sociali 

Soggetti obbligati alla vidimazione libri sociali : Spa, Srl, Sapa, società consortili a responsabilità limitata, aziende speciali e consorzi tra enti territoriali. L’obbligo riguarda anche le società che sono in liquidazione.

vidimazione libri sociali 2020

Quali sono le società escluse dalla tassa di vidimazione dei libri sociali? Sono escluse dal pagamento della tassa di vidimazione annuale:

  • società di capitali fallite.
  • società cooperative e di mutua assicurazione.
  • imprese individuali.
  • consorzi tra imprese a patto che non abbiano assunto la forma di società consortili.
  • Società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice.
  • Enti non economici, aziende ospedaliere e socio sanitarie, associazioni e fondazioni di volontariato, iscritte o meno al Rea.   vidimazione libri sociali 

Il pagamento della tassa annuale di vidimazione dei libri sociali va effettuato in modo diverso a seconda che si tratti della prima o successiva annualità.

Per le attività che iniziano nel corso dell’anno infatti il versamento della tassa sulle concessioni governative per numerazione e bollatura libri sociali va eseguito tramite bollettino di conto corrente postale n. 6007 intestato all’Agenzia delle Entrate, Centro operativo di Pescara, prima della presentazione della dichiarazione di inizio attività, in quanto sulla dichiarazione vanno riportati gli estremi del pagamento.

Unica eccezione, i versamenti di competenza della Regione Sicilia, per i quali occorre utilizzare il conto corrente postale n. 210906.

Per la tassa libri sociali annualità successive il versamento va effettuato entro il 16 marzo, tramite modello F24 per via telematica, indicando nella sezione “Erario” il codice tributo 7085.

Quanto pagare? Le società soggette al versamento della tassa annuale sulle concessioni governative per la numerazione e bollatura di libri e registri contabili devono effettuare il pagamento dei seguenti importi:

  • euro 309,87 se il capitale sociale non è superiore a 516.456,90 euro.
  • euro 516,46 se il capitale sociale è superiore a 516.456,90 euro.

In caso di mancato o tardato versamento della tassa di vidimazione libri sociali è possibile ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso.

Leggi l’articolo RAVVEDIMENTO TASSA VIDIMAZIONE LIBRI SOCIALI

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DETRAZIONE SPESE FUNEBRI https://www.fiscoquotidiano.it/detrazione-spese-funebri/ Thu, 17 Oct 2019 15:14:15 +0000 https://www.fiscoquotidiano.it/?p=1221 DETRAZIONE SPESE FUNEBRI Per spese funebri si intendono tutte le spese effettuate in caso di decesso di una persona, possono andare dall’acquisto della bara ai…

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DETRAZIONE SPESE FUNEBRI
Per spese funebri si intendono tutte le spese effettuate in caso di decesso di una persona, possono andare dall’acquisto della bara ai servizi funebri quali:
  • disbrigo pratiche funebri – le incombenze burocratiche e amministrative quali la denuncia di decesso, le pratiche cimiteriali, le autorizzazioni nazionali e internazionali per il trasporto della salma. 
  • trasporto funebre 
  • allestimento della camera ardente
  • addobbi floreali
  • alla sepoltura e cremazione. 

Per la detrazione delle spese funebri sostenute, è venuto meno il vincolo di parentela, quindi è possibile detrarre le spese effettuate per la morte di persone, indipendentemente dall’esistenza di un vincolo di parentela con esse.

LIMITE DI SPESA

L’importo massimo, riferito a ciascun decesso, e non quindi al periodo di imposta, non può essere superiore a 1.550,00 euro.

Tale limite resta fermo anche se più soggetti sostengono la spesa.

Sono escluse le spese sostenute anticipatamente dal contribuente in previsione delle future onoranze funebri.

OBBLIGO DI TRACCIABILITA’

Dal 2020 è scattato, così come altre spese deducibili al 19% l’obbligo di tracciabilità, pena la perdita della detrazione fiscale.

La legge parla di versamento bancario o postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari e altri sistemi di pagamento.

Sono ammesse tutte le modalità di pagamento che assicurano l’identificabilità del destinatario del pagamento, comprese tutte le piattaforme online e via tablet/smartphone.

IMPRESA FUNEBRE

La ricevuta fiscale deve contenere i “dati identificativi del cliente”  fra i quali si annovera anche il codice fiscale,  solo nel caso in cui il documento assuma la forma di fattura-ricevuta fiscale utile alla detrazione della spesa.

L’impresa di servizi funebri che rilascia una fattura-ricevuta fiscale con l’indicazione dei dati identificativi del cliente, a sua volta è tenuta a comunicare tali dati all’Agenzia delle entrate ai sensi del D.M. 13 gennaio 2016.

Se, l’impresa di servizi funebri rilascia una ricevuta fiscale priva degli elementi identificativi del cliente, non può trasmettere i dati all’Agenzia in quanto non dispone di una delle informazioni essenziali per la compilazione della comunicazione, ossia il codice fiscale del contribuente che ha sostenuto la spesa detraibile.

In tale ultima ipotesi, peraltro, il documento fiscale che non riporti i dati identificativi di chi ha sostenuto la spesa non consentirebbe al cliente stesso di portare in detrazione la spesa.

 

 

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DETRAZIONI FIGLI A CARICO https://www.fiscoquotidiano.it/detrazioni-figli-a-carico/ Thu, 03 Oct 2019 15:33:07 +0000 https://www.fiscoquotidiano.it/?p=1170 CHE SIGNIFICA DETRAZIONI FIGLI A CARICO? Detrazioni figli a carico: i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) che non hanno posseduto…

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CHE SIGNIFICA DETRAZIONI FIGLI A CARICO?

Detrazioni figli a carico: i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) che non hanno posseduto nell’anno di imposta, un reddito complessivo superiore a euro 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili, possono essere considerati a CARICO del contribuente, il quale può usufruire di una deduzione dal reddito complessivo.

Dal 1° gennaio 2019 il limite di reddito è elevato ad euro 4.000,00 per i figli fino a 24 anni.

RIPARTIZIONI DELLE DETRAZIONI SPETTANTI

Le detrazioni per figli a carico, possono essere ripartite nella misura del 50% per genitore o nella misura del 100% per un solo genitore.

Se i genitori non sono legalmente ed effettivamente separati la detrazione per figli a carico deve essere ripartita nella misura del 50 per cento ciascuno.

Tuttavia i genitori possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio le detrazioni per figlio a carico spettano, in mancanza di accordo tra le parti, nella misura del 100 per cento al genitore affidatario oppure in caso di affidamento congiunto nella misura del 50 per cento ciascuno.

Anche in quest’ultimo caso i genitori possono decidere, di comune accordo, di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato.

CALCOLO DETRAZIONI

La detrazione prevista per ciascun figlio a carico, di età uguale o superiore a 3 anni è di 950,00 euro.

La detrazione prevista per ciascun figlio a carico, di età inferiore a 3 anni è di 1.220,00 euro.

Tali detrazioni  sono aumentate di 200,00 euro per ciascun figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di 3 figli a carico.

Tale detrazione è aumentata di 400,00 euro per ciascun figlio con disabilità.

Le detrazioni per figli devono essere rapportati al numero di mesi a carico ed alla percentuale di spettanza.

MODULO DETRAZIONI FIGLI A CARICO

E’ possibile richiedere al proprio datore di lavoro, qualora non lo stesse già facendo, di inserire in busta paga le detrazioni suddette o le detrazioni per familiari a carico presentandogli adeguata richiesta tramite il seguente modulo.

Vanno comunque sempre inserite in dichiarazione dei redditi nell’anno d’imposta in cui si ha diritto alla detrazione (si vedano istruzioni modello 730 o Unico Pf).

 

 

 

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BONUS ASILO NIDO 2020 https://www.fiscoquotidiano.it/bonus-asilo-nido-2020/ Tue, 10 Sep 2019 16:19:17 +0000 https://www.fiscoquotidiano.it/?p=1166 INFORMAZIONI GENERALI BONUS ASILO NIDO 2020 Il Bonus Asilo Nido 2020, instituito dalla Legge 232 del 2016, è un contributo erogato dall’Inps per il: pagamento…

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INFORMAZIONI GENERALI BONUS ASILO NIDO 2020

Il Bonus Asilo Nido 2020, instituito dalla Legge 232 del 2016, è un contributo erogato dall’Inps per il:

  • pagamento delle rette dovute per la frequenza di asili nido pubblici o privati;
  • pagamento di altre forme di supporto usufruito presso la propria abitazione a favore di bambini da zero a tre anni affetti da gravi patologie croniche che impediscono la frequenza dell’asilo nido.

L’Inps corrisponde un premio su domanda del genitore di un minore nato o adottato dal 1° gennaio 2016 a sostegno della retta per l’asilo nido o per forme di supporto presso la propria abitazione, in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana / cittadinanza UE /permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo /carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea; (art. 10, decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30) / carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea (art. 17, d.lgs. 30/2007) / status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • residenza in Italia;
  • relativamente al contributo asilo nido, il genitore richiedente deve essere il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta;
  • relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune.

Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda.

L’importo del Bonus Nido è calcolato sulla base al valore dell’indicatore ISEE del nucleo familiare. A partire dal 1 gennaio 2020 sarà riconosciuto secondo i seguenti importi:

VALORE ISEE IMPORTO BONUS NIDO
Non superiore a 25.000 euro 3.000 annui
Compreso tra 25.001 euro e 40.000 euro 2.500 euro annui
Superiore a 40.000 euro 1.500 euro annui

Se il bonus viene richiesto per le forme di supporto presso la propria abitazione viene erogato al genitore richiedente, che risulti convivente con il bambino, che abbia presentato un attestato rilasciato dal pediatra di libera scelta che attesti per l’intero anno di riferimento “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”.

In questa casistica il bonus viene erogato in un’unica soluzione direttamente al genitore richiedente.

Il bonus viene erogato secondo l’ordine di presentazione della domanda online entro il limite di spesa previsto dall’INPS, pertanto qualora venga raggiunto tale limite, l’INPS non prenderà in considerazione ulteriori domande.

Si ricorda che, a differenza degli altri bonus famiglia, il riconoscimento del bonus asilo nido è strettamente legato ai mesi di iscrizione: il pagamento viene effettuato dall’INPS soltanto dopo l’invio dei documenti che attestano il pagamento della retta; il totale riconosciuto, quindi, sarà riparametrato in base ai mesi di frequenza.

Il premio asilo nido non è cumulabile con la detrazione fiscale per la frequenza asili nido, a prescindere dal numero di mensilità percepite e non può essere fruito per le mensilità coincidenti con quelle di fruizione dei benefici del cd Bonus Infanzia (all’articolo 1, commi 356 e 357, Legge n. 232 del 11 dicembre 2016 n. 232).


PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda Bonus Nido 2020 può essere presentata tramite i seguenti canali:

  • online all’INPS attraverso il servizio dedicato
  • tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • tramite enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Attenzione: coloro che hanno già presentato domanda di bonus nido nel 2019 e abbiano provveduto al pagamento di almeno una mensilità da settembre a dicembre dello stesso anno stanno ricevendo un sms che permetterà, tramite accesso con PIN Inps, SPID, CNS o CIE, di confermare o modificare i dati nella domanda precompilata dall’Istituto, senza doverne riproporre una nuova per l’anno 2020.

Per la richiesta del bonus nido è necessario specificare la tipologia di struttura (pubblica o privata), tutti i dati identificativi della stessa e l’importo mensile della retta da gennaio a dicembre; alla richiesta va allegata la documentazione che attesta il pagamento della retta del primo mese di frequenza o dalla quale risulti l’iscrizione al nido con l’inserimento in graduatoria. Le ricevute di pagamento andranno poi allegate mensilmente.

Con il messaggio 17 febbraio, n. 596 l’INPS ha ricordato che il termine ultimo per allegare la documentazione di spesa relativa alle domande di bonus nido 2019 è fissato al 1° aprile 2020. Tale tempistica viene estesa altresì alle strutture private autorizzate.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito INPS.

 

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BONUS MAMMA DOMANI https://www.fiscoquotidiano.it/bonus-mamma-domani/ Mon, 09 Sep 2019 17:01:23 +0000 https://www.fiscoquotidiano.it/?p=1155 BONUS MAMMA DOMANI Il bonus mamma domani (premio alla nascita) è un importo di 800 euro che viene corrisposto dall’INPS per la nascita o l’adozione di…

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BONUS MAMMA DOMANI

Il bonus mamma domani (premio alla nascita) è un importo di 800 euro che viene corrisposto dall’INPS per la nascita o l’adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017, su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza (inizio dell’ottavo mese di gravidanza) o alla nascita, adozione o affidamento preadottivo.

Il Bonus mamma domani non concorre alla formazione del reddito complessivo per il versamento delle imposte sui redditi.

A CHI E’ RIVOLTO

La prestazione, altrimenti detta bonus mamma domani, è rivolta alle donne in gravidanza o alle madri per uno dei seguenti eventi verificatisi dal 1° gennaio 2017:

  • compimento del settimo mese di gravidanza;
  • parto, anche se antecedente all’inizio dell’ottavo mese di gravidanza;
  • adozione nazionale o internazionale del minore, disposta con sentenza divenuta definitiva ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184;
  • affidamento preadottivo nazionale disposto con ordinanza ai sensi dell’art. 22, c. 6, l. 184/1983 o affidamento preadottivo internazionale ai sensi dell’art. 34, l. 184/1983.

Il beneficio è concesso in un’unica soluzione per ogni evento (gravidanza, parto, adozione o affidamento) e in relazione a ogni figlio nato, adottato o affidato.

QUANTO SPETTA

L’importo dell’assegno è di 800 euro.

Le modalità di pagamento previste sono:

  • bonifico domiciliato presso ufficio postale;
  • accredito su conto corrente bancario;
  • accredito su conto corrente postale;
  • libretto postale;
  • carta prepagata con IBAN.

Per tutti i pagamenti, eccetto bonifico domiciliato presso ufficio postale, è richiesto il codice IBAN.

In caso di richiesta di accreditamento su coordinate IBAN è necessario inviare il modello SR163 online all’INPS attraverso il servizio dedicato.

REQUISITI

Le gestanti e madri, cittadine italiane, comunitarie o non comunitarie, devono essere regolarmente presenti e residenti in Italia.

Le domande presentate dalle cittadine straniere extracomunitarie, regolarmente presenti in Italia, in precedenza respinte in applicazione delle circolari INPS 27 febbraio 2017, n. 3916 marzo 2017, n. 61 28 aprile 2017, n. 78, saranno oggetto di riesame alla luce dell’ordinanza 6019/2017 del Tribunale di Milano. La richiesta di riesame della domanda deve essere effettuata dall’interessata, utilizzando il modello in allegato al messaggio 13 febbraio 2018, n. 661, presso la struttura INPS territorialmente competente, che valuterà la sussistenza dei requisiti, sia con riferimento alla regolare presenza in Italia sia agli altri requisiti giuridico-fattuali richiesti dalla legge.

I premi verranno corrisposti con riserva di ripetizione in esito all’appello della citata ordinanza.

QUANDO FARE DOMANDA

La domanda deve essere presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza e comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento).

Per i soli eventi verificatisi dal 1° gennaio 2017 al 4 maggio 2017, data di rilascio della procedura telematizzata di acquisizione, il termine di un anno per la presentazione della domanda online decorre dal 4 maggio.

COME FARE DOMANDA

La domanda deve essere presentata all’INPS tramite una delle seguenti modalità:

  • servizi telematici accessibili direttamente dalla richiedente tramite PIN, attraverso il portale dell’Istituto;
  • Contact Center (numero 803 164, gratuito da rete fissa, oppure 06 164 164 da rete mobile);
  • enti di patronato, tramite i servizi telematici offerti dagli stessi.

Se si sceglie di inviare la domanda online attraverso il servizio dedicato è possibile scaricare dal menu il manuale utente che descrive le funzionalità disponibili e la guida l’utente nella compilazione della domanda.

L’applicativo consente oltre all’inserimento e invio della domanda sia la consultazione delle domande già trasmesse che l’accesso ad altri servizi per la famiglia presenti nello Sportello virtuale per le prestazioni a sostegno del reddito (assegno di natalità-bonus bebè, bonus infanzia e assegni al nucleo familiare).

La domanda va presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza corredata della certificazione sanitaria rilasciata dal medico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) attestante la data presunta del parto.

Con riferimento allo stesso minore, dovrà essere presentata un’unica domanda. Se è stata già presentata la domanda in relazione al compimento del settimo mese di gravidanza non si dovrà presentare ulteriore domanda alla nascita. Analogamente, il beneficio richiesto per l’affidamento preadottivo non può essere richiesto in occasione della successiva adozione dello stesso minore.

Nel caso si tratti di parto plurimo, la domanda se già presentata al compimento del settimo mese di gravidanza andrà presentata anche alla nascita con l’inserimento delle informazioni di tutti i minori necessarie per l’integrazione del premio già richiesto, rispetto al numero dei nati.

La domanda può essere presentata anche nell’ipotesi in cui la richiedente, pur avendo maturato i sette mesi di gravidanza alla data del 1 gennaio 2017, non abbia portato a termine la gravidanza a causa di un’interruzione della stessa. In questo caso, la domanda dovrà essere corredata della documentazione comprovante l’evento.

Nel caso in cui la domanda debba essere presentata da un legale rappresentante, questi dovrà essere in possesso del PIN della richiedente per effettuare l’accesso al sistema con i dati identificativi dell’interessata.

Nel caso di abbandono o affidamento esclusivo al padre, decadenza della potestà genitoriale o decesso della madre, il padre potrà presentare direttamente la domanda con le stesse modalità munendosi di PIN dispositivo.

DOCUMENTAZIONE

Certificazione dello stato di gravidanza

 

La richiedente dovrà indicare alternativamente una delle seguenti opzioni:

  • numero di protocollo telematico del certificato rilasciato dal medico SSN o medico convenzionato ASL;
  • indicazione che il certificato sia già stato trasmesso all’INPS per domanda relativa ad altra prestazione connessa alla medesima gravidanza;
  • per le sole madri non lavoratrici è possibile indicare il numero identificativo a 15 cifre e la data di rilascio di una prescrizione medica emessa da un medico del SSN o con esso convenzionato, con indicazione del codice esenzione compreso tra M31 e M42 incluso. La veridicità di tale autocertificazione sarà verificata dall’INPS presso le competenti amministrazioni.

Si precisa che nella domanda vengono autocertificati gli altri requisiti che danno titolo alla concessione del premio salvo che la beneficiaria non sia tenuta a comprovare i requisiti sulla base di specifica documentazione.

Quanto sopra indicato vale anche per le situazioni di non riconoscimento, abbandono o affidamento esclusivo al padre o decesso della madre.

  • permesso di soggiorno. Le cittadine extracomunitarie regolarmente presenti in Italia che si trovano nelle condizioni giuridico-fattuali previste dall’articolo 1, comma 353, legge 11 dicembre 2016, n. 232, dovranno indicare il possesso del permesso di soggiorno considerato valido ai fini dell’assegno di natalità (circolari INPS 27 febbraio 2017, n. 39 e 16 marzo 2017, n. 61) ovvero di un titolo di soggiorno, inserendone gli estremi nella domanda telematica (numero identificativo attestazione; autorità che lo ha rilasciato; data di rilascio; termine di validità).
  • parto già avvenuto . La madre dovrà autocertificare nella domanda la data del parto e le generalità del bambino (codice fiscale), ovvero le informazioni che si rendano necessarie per accedere al beneficio. In caso di parto plurimo è richiesta l’indicazione di più minori in quanto la prestazione è riconosciuta per ogni minore/evento;
  • adozione/affidamento nazionale. Per attestare la data di adozione o affidamento/ingresso in famiglia è necessario indicare gli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati presenti nel provvedimento di adozione o affidamento emesso dell’autorità competente (tipologia, numero, data del provvedimento e autorità che lo ha emesso tipologia del provvedimento; numero del provvedimento; data del provvedimento; autorità che ha emesso il provvedimento). Oppure è possibile allegare copia digitalizzata del provvedimento stesso al fine di consentire l’individuazione dei citati elementi;
  • adozione/affidamento internazionale . Per attestare la data di ingresso in Italia è necessario indicare, al momento della domanda, gli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati presenti nell’autorizzazione all’ingresso del minore in Italia rilasciata dalla Commissione per le Adozioni Internazionali – CAI (numero dell’autorizzazione; data dell’autorizzazione) ovvero il numero e la data dell’autorizzazione. In alternativa si ha facoltà di allegare copia digitalizzata dell’autorizzazione stessa o la dichiarazione sostitutiva, al fine di consentire l’individuazione dei citati elementi. E’ possibile allegare dichiarazione sostitutiva dell’autorizzazione;
  • data di ingresso in famiglia. Per attestare la data di ingresso in famiglia si chiede di allegare copia digitalizzata del certificato dell’ente autorizzato a curare la procedura di adozione da cui risulti la data di effettivo ingresso in famiglia;
  • adozione pronunciata nello stato estero . Bisogna indicare, al momento della domanda, gli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati presenti nel provvedimento di trascrizione nei registri dello stato civile del provvedimento di adozione emesso dallo stato estero (tipologia, numero, data del provvedimento e autorità che lo ha emesso) oppure ha facoltà di allegare copia digitalizzata del provvedimento stesso al fine di consentire l’individuazione dei citati elementi.
  • Abbandono/affido esclusivo al padre. Bisogna indicare, al momento della domanda, gli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati presenti nel provvedimento emesso dall’autorità competente (tipologia, numero, data, autorità che ha emesso il provvedimento). In alternativa è possibile allegare la copia digitalizzata del provvedimento stesso.

Rimane ferma la possibilità di autocertificare la data di trascrizione del provvedimento e il comune nei cui registri di stato civile il provvedimento stesso è stato trascritto.

 

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SPID-SISTEMA PUBBLICO DI IDENTITA’ DIGITALE https://www.fiscoquotidiano.it/spid/ Wed, 04 Sep 2019 14:37:38 +0000 https://www.fiscoquotidiano.it/?p=1100       SPID è il sistema di autenticazione che permette a cittadini ed imprese di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei…

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SPID è il sistema di autenticazione che permette a cittadini ed imprese di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti con un’identità digitale unica.

L’identità SPID è costituita da credenziali (nome utente e password) che vengono rilasciate all’utente e che permettono l’accesso a tutti i servizi online.

Per  le tue credenziali SPID hai bisogno di: un documento di identità valido (carta di identità o passaporto) e la tua tessera sanitaria. Ti servirà anche: un indirizzo e-mail e il numero di telefono del cellulare che usi normalmente (anche se non sei tu l’intestatario del contratto).

Per ottenere le tue credenziali SPID devi rivolgerti a Aruba, Infocert, Intesa, Namirial, Poste, Register, Sielte, Tim o Lepida. Questi soggetti (detti identity provider) ti offrono diverse modalità per richiedere e ottenere SPID, puoi scegliere quella più adatta alle tue esigenze. Tutte le informazioni su dove e come chiedere le tue credenziali SPID sul sito spid.gov.it/richiedi-spid.

Puoi richiedere gratuitamente le tue credenziali SPID a uno dei soggetti abilitati (Aruba, Infocert, Intesa, Namirial, Poste, Register, Sielte, Tim o Lepida).
Aruba, Infocert, Poste, Tim e Lepida oltre alla modalità di erogazione gratuita, offrono anche modalità di registrazione a pagamento. Tutte le informazioni su dove e come chiedere le tue credenziali SPID sul sito spid.gov.it/richiedi-spid.

Esiste anche un’altra modalità che prevede l’utilizzo di firma digitale, carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS) Ricorda che in questo hai bisogno di un lettore di smart card da collegare al computer e che la CIE e la CNS devono essere preventivamente abilitate per l’utilizzo dei servizi online.
Se sei in possesso di CIE, CNS o firma digitale puoi completare la procedura online con Aruba, Infocert, Poste Italiane, Sielte, Tim e Lepida. Se disponi di CNS o firma digitale puoi scegliere anche tra Namirial e Register. Se disponi di firma digitale puoi scegliere Intesa.

Nella prima fase di avvio del sistema pubblico di identità digitale la necessità è quella di far coesistere il sistema di autenticazione tramite SPID con quelli già esistenti.
La progressiva implementazione del sistema da parte della pubblica amministrazione farà si che tutti i servizi online siano accessibili tramite SPID.

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CARTA DEL DOCENTE 2020 https://www.fiscoquotidiano.it/carta-del-docente-2020/ Wed, 04 Sep 2019 14:20:10 +0000 https://www.fiscoquotidiano.it/?p=1094         CARTA DEL DOCENTE 2020 Il bonus carta del docente 2020 del valore di 500 euro è stato riconfermato anche per quest’anno…

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CARTA DEL DOCENTE 2020

Il bonus carta del docente 2020 del valore di 500 euro è stato riconfermato anche per quest’anno scolastico.

Tramite il bonus carta del docente 2020 è possibile l’acquisto di libri, pubblicazioni e riviste, anche in formato digitale, non necessariamente attinenti alla disciplina insegnata, così come previsto dalla legge 107/2015, in modo da sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali.

Di conseguenza, personal computer, computer portatili o notebook, computer palmari, tablet rientrano nella categoria degli strumenti informatici che sostengono la formazione continua dei docenti.

Altri dispositivi elettronici che hanno come principale finalità le comunicazioni elettroniche, come ad esempio gli smartphone, non sono da considerarsi prevalentemente funzionali ai fini promossi dalla Carta del Docente, come non vi rientrano le componenti parziali dei dispositivi elettronici, come toner cartucce, stampanti, pennette USB e videocamere.

Il provvedimento è dedicato a tutti i docenti che hanno un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all’art. 514 del Dlgs.16/04/94, n.297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all’estero, delle scuole militari. 

Per poter utilizzare la Carta, il docente dovrà dotarsi del proprio SPID e autenticarsi sul sito cartadeldocente.istruzione.it

Per ottenere lo Spid è necessario  un indirizzo e-mail, il numero di telefono del cellulare che si usa normalmente, un documento d’identità valido (carta di identità o passaporto), la tessera sanitaria con il codice fiscale.

La Carta del docente 2020 è utilizzabile per l’acquisto di prodotti venduti e spediti da Amazon.

È possibile utilizzare la Carta del docente per acquisti nelle categorie LibrieBook KindleE-reader Kindletablet Fire e su una selezione di prodotti informatici su Amazon.it.

Per utilizzare il bonus su Amazon.it, si  crea un buono del valore intero desiderato di minimo 1€ (es. 15,00€ e non 15,50€) sul sito cartadeldocente.istruzione.it e si converte in un codice Amazon sul sito amazon.bonus-docenti.it (potranno essere associati uno o più codici Amazon, es. un buono di 15€ verrà convertito in 2 codici da 10€ e da 5€).

Al momento della conversione, l’intero importo del buono verrà dedotto dal saldo Carta del docente.

 

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VOUCHER CONSULENZA INNOVAZIONE https://www.fiscoquotidiano.it/voucher-consulenza-innovazione/ Tue, 03 Sep 2019 16:11:09 +0000 https://www.fiscoquotidiano.it/?p=1088 Cos’è La misura Voucher per consulenza in innovazione è l’intervento che, in coerenza con il Piano nazionale “Impresa 4.0”, sostiene i processi di trasformazione tecnologica e…

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Cos’è

La misura Voucher per consulenza in innovazione è l’intervento che, in coerenza con il Piano nazionale “Impresa 4.0”, sostiene i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di impresa di tutto il territorio nazionale attraverso l’introduzione in azienda di figure manageriali in grado di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

La dotazione finanziaria stanziata per l’attuazione dell’intervento è pari a 75 milioni di euro ripartita per ciascuna delle annualità 2019, 2020, e 2021.

  1. e un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Commissione Europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

Possono inoltre beneficiare del Voucher anche le reti d’impresa composte da un numero non inferiore a tre PMI in possesso dei requisiti descritti, purché il contratto di rete configuri una collaborazione effettiva e stabile e sia caratterizzato dagli elementi di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto 7 maggio 2019.

 

Spese ammissibili

Si considerano ammissibili al contributo le spese sostenute a fronte di prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione qualificato, indipendente e inserito temporaneamente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete.

Per manager dell’innovazione qualificato e indipendente si intende un manager iscritto nell’apposito elenco costituito dal Ministero dello sviluppo economico oppure indicato, a parità di requisiti personali e professionali, da una società iscritta nello stesso elenco e che risulti indipendente rispetto all’impresa o alla rete che fruisce della consulenza specialistica.

La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 individuate tra le seguenti:

  1. big data e analisi dei dati;
  2. cloud, fog e quantum computing;
  3. cyber security;
  4. integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;
  5. simulazione e sistemi cyber-fisici;
  6. prototipazione rapida;
  7. sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);
  8. robotica avanzata e collaborativa;
  9. interfaccia uomo-macchina;
  10. manifattura additiva e stampa tridimensionale;
  11. internet delle cose e delle macchine;
  12. integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
  13. programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;
  14. programmi di open innovation.

 

Gli incarichi manageriali possono inoltre indirizzare e supportare i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, attraverso:

  1. l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;
  2. l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del capitale di rischio a investitori indipendenti specializzati nel private equity o nel venture capital, all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’equity crowdfunding, l’invoice financing, l’emissione di minibond.

Le specifiche circa contenuto e finalità delle prestazioni consulenziali, nonché durata e compenso, devono risultare da un contratto di consulenza sottoscritto dalle parti successivamente alla data di presentazione della domanda di ammissione al contributo.

 

Agevolazioni

L’agevolazione è costituita da un contributo in forma di voucher concedibile in regime “de minimis” ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013. Il contributo massimo concedibile è differenziato in funzione della tipologia di beneficiario:

  • Micro e piccole: contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 40 mila euro
  • Medie imprese: contributo pari al 30% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 25 mila euro
  • Reti di imprese: contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 80 mila euro

Con un successivo provvedimento della Direzione generale per gli incentivi alle imprese da adottare entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto 7 maggio 2019 saranno definiti i termini e le modalità per la presentazione, da parte di PMI e reti d’ impresa, delle domande di ammissione al contributo.

 

Elenco manager dell’innovazione

Possono presentare domanda di iscrizione all’elenco dei manager per l’innovazione costituito dal Ministero dello sviluppo le persone fisiche che, al momento della presentazione della domanda di iscrizione all’elenco soddisfano almeno uno dei seguenti requisiti:

  1. essere accreditate negli albi o elenchi dei manager dell’innovazione istituiti presso Unioncamere, presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali;
  2. essere accreditate negli elenchi dei manager dell’innovazione istituti presso le regioni ai fini dell’erogazione di contributi regionali o comunitari con finalità analoghe a quelle previste dal Voucher per consulenza in innovazione;

Possono inoltre presentare domanda di iscrizione le persone fisiche che risultino:

  1. essere in possesso di un dottorato di ricerca in settori relativi ad una delle seguenti aree scientifico-disciplinari: 01-Scienze matematiche e informatiche; 02-Scienze fisiche; 03-Scienze Chimiche; 05-Scienze Biologiche; 09-Ingegneria industriale e dell’informazione; 13-Scienze economiche e statistiche;
  2. aver conseguito un master universitario di secondo livello in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui alla precedente lettera a), nonché avere svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 1 anno, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0;
  3. essere in possesso di laurea magistrale in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui alla precedente lettera a), nonché avere svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 3 anni, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0;
  4. aver svolto in modo documentabile, per almeno 7 anni, incarichi presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0.

Possono infine presentare domanda di iscrizione all’elenco le società operanti nei settori della consulenza, i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0, i centri di competenza ad alta specializzazione e gli incubatori certificati di start-up innovative. Tali soggetti nella domanda di iscrizione sono tenuti ad indicare, entro la misura massima di dieci nominativi, i manager in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, destinati allo svolgimento degli incarichi di consulenza oggetto di agevolazione.

Con decreto direttoriale 29 luglio 2019 sono state definite le modalità e i termini per la presentazione delle domande di iscrizione all’elenco. 

 

Normativa

» Decreto ministeriale del 7 maggio 2019

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BONUS BEBE’ COME RICHIEDERLO https://www.fiscoquotidiano.it/bonus-bebe-come-richiederlo/ Fri, 07 Jun 2019 17:30:40 +0000 https://www.fiscoquotidiano.it/?p=1077     BONUS BEBE’ COME RICHIEDERLO L’assegno di natalità (anche detto Bonus Bebe’) è un assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o…

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BONUS BEBE’ COME RICHIEDERLO

L’assegno di natalità (anche detto Bonus Bebe’) è un assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018 (confermato per il 2019) con un ISEE non superiore a 25.000 euro.

L’assegno è annuale e viene corrisposto ogni mese fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione o affidamento preadottivo.

Il beneficio è stato istituito dall’articolo 1, commi 125-129, legge 23 dicembre 2014, n. 190, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge di stabilità per l’anno 2015), mentre con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2015 sono state adottate le relative disposizioni attuative. BONUS BEBE’ COME RICHIEDERLO

L’articolo 1, commi 248 e 249, legge 27 dicembre 2017, n. 205 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020” (legge di bilancio 2018) ha riconosciuto il beneficio anche per i nati e adottati nel 2018 fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione.

CHI NE PUO’ BENEFICIARE

Possono beneficiare del bonus bebè i nuclei familiari con un ISEE minorenni in corso di validità non superiore a 25.000 euro.

La misura dell’assegno dipende dall’ ISEE minorenni del minore per il quale si richiede l’assegno. Con ISEE minorenni inferiore ai 7.000 euro la misura è di 1.920 euro. Con ISEE minorenni compreso tra 7.000 euro e 25.000 euro annui la misura è di 960 euro.

Il pagamento mensile del Bonus bebè è effettuato dall’INPS direttamente al richiedente tramite bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN intestati al richiedente. In sede di invio della domanda è necessario allegare il modello SR/163, in mancanza la domanda rimane sospesa. 

Se la domanda è stata presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore minorenne o incapace di agire, il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al genitore.

Se il figlio nato o adottato è collocato temporaneamente presso un’altra famiglia secondo l’art. 2 della legge 184 del 1983, l’assegno è corrisposto all’affidatario che ne fa richiesta e solo per la durata dell’affidamento.

Il pagamento dell’assegno è effettuato a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Se la domanda è stata presentata nei termini di legge (entro i 90 giorni), il primo pagamento comprende anche l’importo delle mensilità maturate fino a quel momento.

DECADENZA BONUS BEBE’

L’erogazione dell’assegno a favore del richiedente termina quando:

  • il figlio compie un anno o si raggiunge un anno dall’ingresso in famiglia per i nati-adottati in affido preadottivo nel 2018. L’anno si calcola a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia (questo mese incluso);
  • il figlio raggiunge i 18 anni di età;
  • il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge (ad esempio in caso di trasferimento della residenza all’estero, perdita del requisito della cittadinanza o del titolo di soggiorno, perdita dellaconvivenza con il figlio, revoca dell’affidamento, ISEEminorenni superiore a 25.000 euro annui).

Altre cause di decadenza dal bonus bebe’ sono:

  • il decesso del figlio;
  • la revoca dell’adozione;
  • la decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • l’affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda;
  • l’affidamento del minore a terzi;
  • provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo.

Il richiedente deve comunicare all’INPS la perdita di uno dei requisiti entro 30 giorni. Se il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge o se si verifica una causa di decadenza, la domanda di assegno può essere presentata per lo stesso figlio dall’altro genitore o, in caso di affidamento temporaneo, dall’affidatario. BONUS BEBE’ COME RICHIEDERLO

Per accedere alla richiesta del bonus bebè direttamente da parte del genitore con le proprie credenziali dal sito Inps

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